Design Sprint e Agile Sprint: che differenze ci sono (e quando usarli)

Se lavori in un’azienda sarà capitato anche a te di ritrovarti in progetti complessi in cui non era chiara la direzione da prendere, per i quali si spendeva un sacco di tempo in meeting e brainstorming poco produttivi e in cui la definizione di determinate deadline era più che altro una pratica aziendale da seguire e prontamente trascurare.

A dire la verità, per molte aziende questo scenario non si verifica solamente quando ci sono determinati progetti, ma è LA prassi lavorativa.

Nel migliore dei casi, le aziende consapevoli delle proprie difficoltà hanno iniziato ad introdurre la metodologia Agile.

In questo articolo vogliamo quindi fare un po’ di chiarezza su quali differenze ci siano tra un Design Sprint, di cui abbiamo già parlato in precedenza, e un Agile Sprint.

Ogni volta che parliamo di Design Sprint infatti, succede inevitabilmente la stessa cosa: il nostro interlocutore ci dice “sì, li conosciamo perché in azienda utilizziamo la metodologia Agile.”

Sgombriamo quindi il campo da qualsiasi equivoco: i Design Sprint NON SONO gli Sprint della metodologia Agile.

Purtroppo gli americani, che solitamente sono così bravi nell’inventarsi nuovi termini, i questo caso hanno avuto un po’ poca originalità e spesso quindi si crea confusione.

Certo c’è da dire che, tutto sommato, la somiglianza dei due termini è utile quantomeno a far capire che, da un certo punto di vista, Design Sprint e metodologia Agile condividono la stessa filosofia.

Si tratta infatti di due metodologie che, prima di tutto, vogliono ridurre al minimo gli sprechi di tempo, hanno una timeline precisa, mantengono forte il focus di un team di un team di lavoro.

Fatte salve queste precisazioni, lo ribadiamo… sono due cose completamente diverse.

Scrum e Sprint Agile.

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, sentiamo spesso parlare di Agile.

Non sentiamo invece quasi mai parlare di Scrum. Facciamo quindi un pò di chiarezza anche su questo aspetto.

Lo Scrum è un framework di lavoro che segue la metodologia Agile.

E’ più preciso dire quindi che gli Sprint sono parte dello Scrum piuttosto che dell’Agile.

Ancora confusi? Spieghiamoci meglio.

Quando si parla di Agile si parla di una serie di metodi che puntano a ridurre il rischio di fallimento di un progetto.

Nato dal mondo dello sviluppo software, la metodologia Agile è stata poi adottata negli ambiti più disparati.

L’Agile è quindi una serie di principi.

Lo Scrum è un vero e proprio framework di lavoro che segue questi principi.

All’interno di uno Sprint Agile troviamo la parte di lavoro che il team ha deciso di spostare dal backlog dello Scrum allo Sprint stesso.

L’obiettivo chiaramente è completare tutti task previsti durante lo Sprint.

A differenza dei Design Sprint, un Sprint Agile rappresenta una fase di lavoro specifico in cui un team lavora concretamente su un prodotto/progetto.

Possiamo dire che si tratti dell’unità base di uno Scrum.

Uno Sprint Agile non viene utilizzato per validare il prototipo di una soluzione come avviene con i Design Sprint ma sta realmente creando quella soluzione (usiamo il termine generico “soluzione” per indicare un prodotto digitale, un prodotto fisico, etc.).

All’interno del framework Scrum, uno Sprint non dura 5 giorni (come i Design Sprint) ma solitamente dura 2 o 4 settimane.  Puoi approfondire l’argomento Scrum/Sprint leggendo le Scrum Guides.

Design Sprint: cosa sono e quando si usano.

Come abbiamo già scritto i Design Sprint sono una metodologia di lavoro nata all’interno di Google Ventures, il fondo di investimenti di Google, per aiutare le aziende del proprio portfolio a migliorare velocemente i propri prodotti.

In particolare un Design Sprint è un workshop che si sviluppa su 4 o 5 giorni di lavoro e che consente ad un team di identificare con precisione il problema che si vuole risolvere, ideare possibili soluzioni, scegliere la soluzione migliore, creare un prototipo di questa soluzione e testarlo con dei veri utenti.

Tutto questo viene fatto secondo delle precise logiche collaborative che permettono al team di lavoro di rimuovere discussioni o confronti pochi produttivi e fare spazio invece a processi decisionali molto più rapiti e condivisi.

Che si tratti del design di un nuova feature di un software, di ripensare il form di checkout di un e-commerce, di ripensare un processo aziendale o perfino di un prodotto hardware, il vero goal di un Design Sprint è trovare la soluzione ad un problema e, di conseguenza, validare o invalidare la soluzione scelta. 

E tutto questo viene fatto in soli 5 giorni di lavoro.

Detto in altre parole: se anche alla fine del workshop, i partecipanti al test non vi danno un feedback positivo, almeno avrete speso solamente 5 giornate di lavoro.

I Design Sprint vengono quindi utilizzati per migliorare prodotti esistenti, per raccogliere all’interno dell’azienda consenso sulla direzione da intraprendere, per ideare nuovi prodotti.

Prendiamo come esempio un’azienda che deve costruire una nuova applicazione mobile.

Anche se ha, più o meno idea di quali funzionalità dovranno essere presenti all’interno dell’app, è sempre difficile capire esattamente come si potrebbero presentare e cosa potrebbe garantire il miglior engagement da parte degli utenti.

Quindi, anche usando tutte le metodologie agile del mondo, è inutile iniziare lo sviluppo senza avere prima validato le ipotesi di partenza con dei veri utenti (o potenziali utenti).

Per questo motivo, su una ipotetica linea temporale, i Design Sprint dovrebbero essere utilizzati prima della metodologia Scrum.

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